Luigi Chiozza, uno scienziato e imprenditore triestino del XIX secolo, ha lasciato un’impronta duratura sulla villa e il parco Chiozza. Dopo aver lasciato l’Istituto di Arti e Mestieri di Milano a causa della morte della moglie, Chiozza si stabilì a villa Chiozza nel 1858. Originariamente una casa estiva, trasformò la tenuta di Scodovacca in una residenza principale, adattando alcuni edifici rustici in laboratori per le sue ricerche agricole.
Le sue innovazioni hanno contribuito al settore agrario, e nel 1870, la sua tenuta è stata testimone della scoperta di un rimedio per la pebrina, una malattia dei bachi da seta, da parte di Louis Pasteur. La villa stessa subì una trasformazione significativa nella seconda metà del XIX secolo, assumendo l’aspetto neoclassico attuale, mentre i terreni circostanti furono trasformati in un ampio parco all’inglese.
Chiozza ha arricchito il parco con più di 140 specie di piante provenienti da tutto il mondo, creando un paesaggio che sembra naturale ma è il risultato di una pianificazione accurata. Alcune delle piante includono sequoie secolari dall’America del Nord, liquidambar, e ginko biloba dalla Cina, insieme a specie autoctone come il carpino bianco e l’acero campestre. Una delle attrazioni più sorprendenti del parco è una foresta di canne, che crea un’area verde densa e impenetrabile.
Nel 1978, la tenuta è stata acquistata dalla Regione e oggi ospita la sede di PromoturismoFVG, continuando a essere un punto di interesse storico e naturalistico nella regione.


