Lucio Manlio Acidino è l’unico dei tre magistrati protagonisti della fondazione di Aquileia a non aver ancora ricoperto la carica di console nel 181 a.C., avendo rivestito prima di tale data solo la carica di pretore nel 188 a.C.
Fu tuttavia coinvolto nelle vicende che portarono alla nascita di Aquileia: secondo le fonti, infatti, Lucio Manlio Acidino aveva fatto parte dell’ambasceria che fu chiamata a risolvere, con successo, la questione della calata dai territori transalpini di 12.000 Galli, che avevano iniziato nel 186 a.C. a costruire un centro fortificato nella Bassa friulana, non lontano da dove sorgerà Aquileia.
In quell’occasione i Veneti avevano chiesto l’aiuto dei Roano, di cui erano tradizionali alleati dei Romani, per respingere il contingente celtico.
Nel 179 a.C. Lucio Manlio Acidino ottenne il consolato due anni dopo la nascita della colonia.
Lucio Manlio Acidino è ricordato quale triumviro della fondazione del 181 a.C. su due importanti iscrizioni di Aquileia, che confermano la veridicità del racconto dello storico patavino Tito Livio.
La prima, una base di statua eretta in suo onore qualche decennio dopo la nascita della città , è una delle più note del Museo Archeologico nazionale; la seconda, che si trova nel foro, risale al IV sec. d.C. e dimostra come gli aquileiesi ricordassero la figura del fondatore ancora cinque secoli dopo.