La Parrocchia dei Santi Canziani Martiri di San Canzian d’Isonzo narra la storia del primo cristianesimo e importanti vicende storico-archeologiche.
La Chiesa dei Santi Canziani Martiri sorge in un’area che, secondo i reperti archeologici, ospitava abitazioni già tra il I e il IV secolo. Nel IV secolo, un cimitero fu fondato per accogliere le spoglie dei santi Canzio, Canziano e Canzianilla, martirizzati nel 304 d.C. Poco dopo, intorno al 313, fu edificata una basilica.
Tra l’VIII e il X secolo, l’edificio fu ampliato con la costruzione del transetto, del nartece e del protiro. Prima del IX secolo, probabilmente in epoca longobarda, sorse il monastero benedettino di Santa Maria per la venerazione dei tre martiri Canziani. L’esistenza del monastero è documentata da un atto del 17 febbraio 819, nel quale l’imperatore Ludovico il Pio attribuiva al monastero i beni confiscati al ribelle longobardo Ardulfo.
La basilica e il monastero furono distrutti durante l’invasione degli Ungari, e solo la basilica fu ricostruita, sebbene di dimensioni leggermente inferiori. Alla fine del Medioevo, la struttura cadde nuovamente in rovina.
All’inizio del XVI secolo, fu edificata una nuova chiesa, consacrata nel 1536. Questa struttura fu ampliata nel 1578 e riconsacrata il 13 giugno 1593. L’attuale parrocchiale è frutto di un rifacimento del Settecento, diviso in due fasi: nel 1724 fu rifatto il presbiterio e nel 1735 la navata fu ampliata e il campanile eretto. Nel 1778, la realizzazione del soffitto nascose le capriate che sostengono il tetto.
Durante la prima guerra mondiale, il presbiterio fu quasi completamente distrutto e ricostruito nel 1920. Tra il 1964 e il 1967, scavi archeologici portarono alla luce i resti della basilica paleocristiana e la tomba dei santi Canzio, Canziano e Canzianilla. La chiesa fu restaurata all’inizio del XXI secolo, preservando la sua ricca storia e le sue tradizioni.
